MOBY DICK
14 | 19 novembre

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14 | 19 novembre

Pleiadi Art Productions, Campsirago Residenza

presentano

MOBY DICK

prima milanese

di Michele Losi, Mariasofia Alleva

regia Michele Losi | cura del movimento scenico Caterina Poggesi

con Mariasofia Alleva, Andrea Pietro Anselmi, Lucia Donadio, Carolina Leporatti,

Giovanni Serratore e in video Joseph Scicluna

musiche originali Cristina Abati, Chiara Codetta, Tobia Galimberti|

drammaturgia Riccardo Calabrò, Mariasofia Alleva, Michele Losi

scenografia Marialuisa Bafunno, Michele Losi, Anna Turina

costumi Stefania Coretti, Maria Barbara De Marco

sound design Diego Dioguardi | light design Andrea Violato | video Alberto Sansone

La scelta di avvicinarsi a un grande classico come Moby Dick rappresenta la sfida di affrontare il mare aperto dell’esistenza. Saliamo a bordo della baleniera Pequod con Ismaele, Queequeg e l’equipaggio per uno spettacolo di parole, suoni, gesti e attese. In scena una grande assenza, quella del Capitano Achab e una grande attesa, quella della balena bianca.

L’adattamento drammaturgico è fedele alla trama del romanzo, scegliendo di far emergere le tensioni esistenziali dei personaggi. Si compone un Moby Dick nel quale l’alternanza tra profondità individuale e azione collettiva definisce il ritmo e la forma dello spettacolo, lasciando spazio anche a momenti ironici e comici.

Ismaele si muove tra le angosce e le elucubrazioni dei personaggi minori creati da Melville, riuniti sul pontile della baleniera, in uno spazio drammaturgico simbolico e metafisico. Uno spazio giocato tra un presente e un immaginario, in cui gli elementi cardine del romanzo – il mare, la balena bianca e lo stesso Achab – non si manifestano, ma la loro presenza (o assenza?) permea ogni dialogo e azione.

È il linguaggio evocativo che porta in scena il mare, grazie a un impianto scenico di forte impatto visivo esaltato da un potente soundscape teatrale. Il paesaggio sonoro in cui si muove la balena bianca nasce dalla rielaborazione in chiave elettronica di suoni di strumenti della tradizione occidentale e orientale (dal violoncello ai tamburi Taiko) quasi a rievocare il Pequod, nave americana con forti alberi di legno giapponese.

E su quel pontile, dove tutto ha inizio e fine, le partiture fisiche corali raccontano la vita quotidiana a bordo, le ripetitive e cicliche azioni che intervallano la grande attesa, la vera protagonista di questa rilettura del romanzo di Melville.

Dettagli

Dal: 14 novembre Alle0:00
Al: 19 novembre Alle0:00
Categorie Spettacolo: