Carlotta e il giovane Werther

Tratto da “ I dolori del giovane Werther” di J.W. Goethe

Testo e Regia Manuel Capraro

Con Federica Di Cesare Lorenzo Giovannetti Massimo Sconci Scenografia Mirco Di Virgilio

LINK VIDEO INTEGRALE ( DI RESIDENZA ARTISTICA ): https://www.youtube.com/watch?v=x2N1aCk-VFE&feature=youtu.be

Scheda artistica

Carlotta è una donna che sembra avere tutto. Una bella famiglia composta da suo marito, suo padre e i suoi sei fratelli, affidati a lei dopo la morte della madre. Carlotta in tal senso sembra vivere una vita tranquilla, normale, dedita alla casa e al prendersi continuamente cura dei suoi familiari, venendo di conseguenza meno a se stessa e a quello che desidera veramente. Ciò che la fa riflettere sulla sua condizione di donne casalinga e che determina l’avvio di un cambiamento è l’incontro con Werther. Egli è un giovane, pieno di vita e rappresenta un punto cardine per Carlotta. Al contrario Alberto, il marito, è un uomo rude e tradizionalista. La critica considera il rapporto tra Carlotta e Werther ben oltre la semplice amicizia o compagnia, poiché il loro modo di relazionarsi, per tutta l’opera, è intimo e confidenziale. Vi sono innumerevoli passi nel Werther che dimostrano questo amore da parte di Carlotta. Dopo avere analizzato il romanzo dal punto di vista femminile e non maschile, anche attraverso la lettura del saggio di Thomas Mann , si è deciso di utilizzare Carlotta e la sua storia, per parlare di un fattore importante inerente al ruolo della donna nella nostra società: sebbene la donna abbia avuto e raggiunto traguardi importanti per la lotta della parità dei sessi, c’è ancora molta strada da fare. È una strada travagliata, che investe e modifica la visione tradizionalista che si ha della donna all’interno delle nostre famiglie, dove essa è presa in considerazione principalmente in quanto madre e moglie. La donna è così relegata e rinchiusa in questo ruolo, dove le vengono attribuiti compiti domestici ed educativi precisi. Molto spesso è colei, che dentro a tale contesto, fa più sacrifici e si addossa con la sua maggiore sensibilità i problemi di tutti Grazie al romanzo “I dolori del giovane Werther” si è riuscito ad entrare e percepire la passione, la libertà e la fantasia interna alla sfera femminile. La domanda che è emersa è dunque stata :”E se invece di essere di Werther i dolori fossero di Carlotta? E se con la sua immaginazione e la sua voglia di evadere dalla realtà avesse lei inventato la figura di Werther?” Un amante passionale, un vento di emozione e libertà che possa
distoglierla da una vita di doveri e da un marito banale e incurante. Carlotta, così, inizia a ricercare un amico, un confidente che la possa travolgere e farle dimenticare tutto questo. Per ricordarle che lei può essere non solo quella madre e quella moglie che la sua famiglia vuole, ma anche quell’anima pura e libera di poter decidere per se stessa.

Spunti drammaturgici. Il testo drammaturgico sarà costruito partendo prevalentemente da “I dolori del giovane Werther” di J.W. Goethe. L’idea drammaturgica trasforma Carlotta nella protagonista, come se tutte le vicende scritte e successe a Werther fossero, in realtà di Carlotta stessa. La relazione tra Werther e Carlotta, grazie all’amore profondo che li lega, determina la rottura delle convenzioni sociali. Il loro rapporto si basa sul gioco, sulla libertà più pura che appartiene ai bambini. In realtà l’amato Werther si scopre essere frutto dell’immaginazione di Carlotta, un rifugio dalla sua quotidianità casalinga. In opposizione a questa relazione, c’è il rapporto della giovane donna con Alberto, suo marito. I due sono l’esempio delle convenzioni sociali a cui siamo abituati e che solitamente regolano i rapporti tra moglie e marito. Ne risulta un matrimonio stantìo, immobile nella sua routine e che delinea il personaggio di Alberto come il classico esempio di “uomo medio” La vicenda racconta l’evoluzione psico-fisica della donna che si scopre soffrire di disturbi psicologici di evasione dalla realtà, a causa del rapporto violento con Alberto. Nel momento in cui Carlotta prenderà coscienza di questo disturbo e della finzione che Werther è solo proiezione della sua mente e dei suoi desideri, arriverà alla decisione finale del suicidio. Non esiste un amore così potente e puro nella realtà, l’unica possibilità per lei è l’evasione finale: “perché vicino a morte, la morte più non si vede, si fissa il fuori forse con ampio sguardo di animale” (VIII Elegia Duinese, R. M. Rilke) Allestimento scenico La scena rappresenta il giardino della casa di Carlotta e Alberto. La scenografia è composta da quattro pali di bambù che reggono dei fili alti due metri ai quali sono appesi dei rami di edera e su cui Carlotta stende il bucato. Le sedute sono composte da cassette della frutta, per far emergere la condizione popolare di Carlotta. Una serie di tulle bianchi posti sul fondo della struttura delimitano la fine del giardino e l’entrata della casa.

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