Si stava meglio#2 – Tre sorelle: una grammatica essenziale.

Uno spettacolo di Compagnia Coperte Strette

Ideazione e regia Christian Gallucci

Con Laura Angelone | Martino Minzoni | Susanna Miotto | Alice Pavan | Anna Sala Luci Martino Minzoni

Progetto

“fra duecento,trecento anni la vita sulla terra sarà splendida, eccezionale, e se per il momento questa vita non esiste, l’uomo la deve presentire, aspettare, sognare, ci si deve preparare.” C’è qualcosa di curioso nei manuali di lingua straniera, nelle grammatiche, negli eserciziari. Presentano situazioni di fantasia vissute da persone inesistenti ambientate in luoghi e indirizzi immaginari. Non entrano mai nel personale, non ci spiegano cosa provano quei personaggi, come è successo che si sono trovati ad avere quei nomi e ad abitare nella tal via; come si sono incontrati e quali sono le loro ambizioni, quali i loro sogni. Sono divisi per capitoli di crescente difficoltà e dovrebbero preparare chi ne usufruisce, a vivere – o quantomeno sopravvivere – in un paese straniero. La lingua è l’espressione finale e più evidente di quello che è il patrimonio emotivo, sociale e culturale di ognuno. È un mezzo talmente potente da potere creare barriere comunicative, permettendo di non dichia- rare ciò che davvero si intende; la si può travestire da vago chiacchiericcio quotidiano o da riempitivo per i momenti di imbarazzo; la si può utilizzare per promettere qualcosa, o per fare buoni propositi. Infine, la lingua può diventare un confine dietro al quale trincerarsi, in esilio dagli istinti e dalla volontà di agire. La cornice narrativa di Tre sorelle: una grammatica essenziale è una lezione in cui Olga cerca di insegnare i rudimenti di una lingua. La lezione, in diretta interazione con il pubblico, è frontale e viene supportata da elementi multimediali e dal role playing degli attori che, attingendo ai 4 capitoli di un ipotetico manuale di lingua – e rispettando in questo modo la divisione dei 4 atti Cechoviani – mostrano le situazioni descritte in 3 sorelle. Questi i tioli dei quadri: I personaggi del testo di Cechov, sono qui presentati come dei Mr. e Mrs. Johnson qualunque che, ritrovandosi da stranieri in esilio – il lontano da Mosca – dovranno essere in grado di fare fronte ad alcune situazioni più o meno quotidiane. Da qui la divisone in capitoli: (I) nuovi incontri; (II) costruire una relazione; (III) cosa fare in caso di emergenza; (IV) esilio. Olga, personaggio guida del testo, rimane con noi; stoica nel suo esilio, convinta del fatto che la sua mis- sione sia quella di continuare a insegnare, di preparare nuovi allievi alla vita. L’esilio, tema centrale di Tre sorelle: una grammatica essenziale, è nell’orginale di Cechov una condizione allo stesso tempo materiale e interiore. Le tre sorelle sognano un passato mitico e perfetto, rappresentato dalla vita nella grande città: il celebre A Mosca, a più riprese inserito nel testo originale, descrive la spe- ranza, in un futuro prossimo, di liberarsi dall’immobilismo del presente. Alla nostalgia di un luogo fisico, questi personaggi rigidi e ingabbiati nei loro ruoli – per la maggior parte si tratta di insegnanti e militari – affiancano una certa propensione all’inazione. Pare abbiano deciso di non concedersi più alla vita, smarriti in un futile chiacchiericcio di sottofondo. Nel nostro adattamento cerchiamo di portare in superficie i sottotesti e le pulsioni di questi personaggi, affiancando la nostra condizione di contemporanei alla loro. Questa irrequietezza interiore e questo esilio perenne – a che luogo apparteniamo, dove abbiamo le nostre radici? – ben si adattano anche ai nostri tempi, in cui parte di quel futile chiacchiericcio è divenuto virtuale, e la cui ridefinizione dei confini politici e geografici è accompagnata da una certa violenza. Come i personaggi di Tre Sorelle, ci ritroviamo “in un paese straniero” senza conoscerne la lingua; gettati in pasto alla vita senza averne appreso le basi. Ecco dunque, a cosa servono i manuali e le grammatiche, ecco perché è importante imparare le basi di una lingua, la grammatica di una vita: bisogna prepararsi a quella che Cechov presentiva, forse sperava, sarebbe stata, tra duecento o trecento anni, una meravigliosa esistenza. Tre sorelle: una grammatica essenziale è il secondo capitolo della trilogia Si stava meglio: un progetto che tratta il tema della migrazione e più in generale dello spostamento, in tre tappe. Il rifiuto della patria, lo sradicamento e, in questo ultimo lavoro, l’esilio. Lo fa tramite la riscrittura di 3 capisaldi della letteratura teatrale (Amleto, Medea e 3 sorelle). Contesto Si stava meglio è un progetto che nasce dall’esigenza di parlare delle nostre radici. Viviamo in un tempo in cui i nostri riferimenti affettivi, culturali, economici e geografici non sono più chiari, la nostra incapacità di programmare il futuro è cronica. Ma noi, ci dicono, siamo cittadini di un’Europa che ci offre un illimitato ventaglio di possibilità; possiamo sognare delle condizioni lavorative migliori, possiamo la- sciarci alle spalle le delusioni che ci portiamo dal nostro paese. Perciò alcuni di noi sognano la Danimarca, o la Germania, la Spagna o la Francia: ci hanno detto, a noi giovani cittadini europei, che i confini non esistono più. Eppure si parla continuamente di ripristinarli, i confini; di mettere un limite alle presenze estranee, di cacciare i poveri esiliati che popolano le nostre strade, di fermare i disperati che potrebbero farci saltare in aria da un momento all’altro. Così ci ritroviamo per le strade d’Europa, incastrati come in un meccanismo, senza più confini, senza più legami, senza più passato, continuamente in crisi, scoprendo che nulla o poco è cambiato, forrse il clima, forse il sapore del cibo, lo sguardo di persone che non ci accettano, una lingua che non riusciamo a padroneggiare, il nostro animo che disperato cerca di sopravvivere

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